Cavalieri dello Zodiaco Netflix: Andromeda sarà una donna

È uscito il primo trailer dell’adattamento Netflix di Saint Seiya – I Cavalieri dello Zodiaco, il manga di Masami Kurumada che racconta le nobili gesta e le battaglie dei guerrieri della speranza fedeli alla Dea Atena. Eccolo:

Diversamente dalla precedente serie animata, che era disegnata a mano e si avvaleva del character design di Shingo Araki e Michi Himeno, la serie Netflix sarà in CGI, come lo spiacevole film uscito qualche anno fa, Saint Seiya: Legend of Sanctuary, ma con personaggi e armature decisamente più aderenti agli originali.

Con una grossa eccezione: Shun, cavaliere di Andromeda, nell’adattamento Netflix è diventato una donna e risponderà al nome di Shaun. Non si spiega per ora come mai nel trailer non  indossa la maschera sacra che tradizionalmente le donne sono obbligate a portare quando diventano cavalieri (a fine trailer la vediamo ad esempio sul volto di Marin), ma a confermarci il cambiamento è Eugene Son, story editor e capo-sceneggiatore del progetto, che su Twitter spiega che la responsabilità di questa decisione è sua.

Semplicemente, voleva che le spettatrici della serie potessero identificarsi in uno dei protagonisti e, volendo trasformare in donna uno dei cavalieri di bronzo, la scelta è caduta su Andromeda, che già nella sua versione maschile aveva tratti femminili piuttosto accentuati.

«Trenta anni fa, un gruppo di ragazzi che combattono per salvare il mondo senza alcuna donna intorno non era strano. Era normale. Ora il mondo è cambiato. Ora è normale vedere maschi e femmine lavorare fianco a fianco. Siamo ABITUATI a vedere questo tipo di interazione. Giusto o sbagliato, il pubblico potrebbe interpretare un team composto da soli maschi come una PRESA DI POSIZIONE di qualche tipo. […]

Ci sono molti personaggi femminili nell’anime e nel manga originali. Marin e Shaina sono entrambe incredibili. Ma sono entrambe potenti da subito – nessuno vorrebbe vederle declassate a cavalieri di bronzo.

Prendiamo un personaggio che già esiste come Sienna (il nuovo nome di Saori) o Shunrei o Miho e le diamo dei poteri? O creiamo un nuovo personaggio femminile e la aggiungiamo al gruppo? Forse…? Ma non volevo creare un nuovo personaggio femminile senza una personalità definita al di là del fatto di “essere una ragazza”.

Poi abbiamo parlato di Andromeda, che tutti consideravamo un personaggio STRAORDINARIO. E allora perché non trasformare Andromeda Shun in Andromeda Shaun? Più sviluppavamo l’idea, più ne vedevamo il potenziale. Il nucleo fondamentale del personaggio sarebbe rimasto lo stesso. Shaun usa le sue catene per difendere se stessa e gli amici – un obiettivo che ha appresa da suo fratello, che con lei è sempre stato protettivo e che le ha anche insegnato come combattere.»

Personalmente, trovo la scelta piuttosto fuori luogo. Comprendo la motivazione, che ben si applicherebbe in caso cominciasse una serie nuova (e infatti su Saint Seiya Omega di qualche anno fa nel team dei protagonisti c’era un personaggio femminile anche piuttosto interessante e Saintia Sho, anch’essa in partenza a breve, ha un cast tutto femminile). Ma, trattandosi di un adattamento di un’opera storica, un cambio di sesso così smaccato mi sembra un giochino inutile e fine a se stesso.

A maggior ragione, trovo soprattutto fuori luogo che la scelta sul cambiamento di sesso sia caduta proprio su Andromeda, sulla cui eterosessualità tanto si ironizzava da piccoli. Al di là di quelle stupide ironie, trovo che il fatto che Shun, con il suo carattere sensibile, il suo pacifismo e le sue incertezze, fosse un maschio non sia affatto secondario. Mostrava un approccio diverso al tema della battaglia “a fin di bene”, contrapposto alla sicurezza assoluta di praticamente tutti i maschi in scena e alla loro continua voglia di risolvere i problemi a cazzotti. Un approccio che tra l’altro oggi dovrebbe anche essere più facile condividere e in cui molti, al tempo, credo si siano potuti rispecchiare non solo da un punto di vista etico, ma anche in un senso diverso, come ad esempio faceva notare brillantemente Zerocalcare un paio di anni fa. Insomma, che il personaggio dal lato femminile più spiccato della serie originale sia diventato direttamente una femmina credo sia un vero passo falso, in termini di rappresentazione.

Al di là di questo, ci sono altri motivi per cui il trailer non mi ha convinto appieno (e io sono di bocca buona: il trailer di Legend of Sanctuary, ad esempio, mi aveva gasato abbestia), a partire dall’atmosfera un po’ troppo “leggera” e dallo stile di disegno che speravo molto più dettagliato, ma ci sono anche diversi aspetti che ho apprezzato, come la scelta di usare la pronuncia cinese per la tecnica di Shiryu, e la riproposta dei diademi per evocare le armature, molto più pratici dei classici, pesantissimi scrigni. Indipendentemente da tutto, da fan di vecchia data sono davvero curioso di vedere come reinventeranno e aggiorneranno il mito dei Cavalieri dello Zodiaco ai giorni nostri.

Speriamo bene. Che la Dea sia con noi.

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