Brecensione: Bohemian Rhapsody

Bohemian Rhapsody - Remi Malek è Freddie Mercury

Brecensione [bre-cen-sió-ne] s.f. (pl. -ni[dal lat. brevis -is + recensio –onis]: Recensione breve scritta a caldo, subito dopo la visione di un film o la lettura di un libro o un fumetto, o al massimo il giorno dopo, senza pensarci troppo.

Bohemian Rhapsody non è un film perfetto. Per essere un film su un artista rivoluzionario ed eclettico come Freddie Mercury, offre un intreccio sin troppo convenzionale e percorre tutti i classici cliché della storia di successo e caduta, offrendo un ritratto piuttosto banale dell’artista e dei personaggi che lo circondano.

Però c’è la musica dei Queen. C’è un sacco di musica dei Queen. E c’è Remi Malek che, nonostante gli manchino tipo 20 centimetri di altezza e [fixed: mi segnalano che Malek è solo due centrimetri più basso di quanto lo fosse Freddie Mercury] indossi una dentiera inaccettabile che gli deforma il viso e rovina i primi piani e la pronuncia, è eccezionale nel riprodurre le movenze di Mercury e si è vede che è completamente investito e preso nella sua difficilissima performance.

E ci sono una regia e una fotografia notevolissime. La sequenza di apertura nella sua semplicità è da applausi. E gli ultimi 20 minuti sono Bryan Singer e la sua crew che ti sussurrano nell’orecchio “Noi abbiamo il cazzo più grosso di tutti”. Potevano essere un disastro, non so cosa gli abbia dato alla testa per decidere di girare per intero quella cosa, era rischiosissimo… e invece sono la chiusura perfetta e travolgente di un film con diversi difetti, ma anche con tanto cuore.

Per me, complessivamente promosso. Però va visto al cinema, con lo schermo gigante e la musica sparata a mille.

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