Loghi che non sono loghi (da FCA all’Expo passando per Firenze) 1

Avete visto il logo del gruppo Fiat-Chrysler? Quello che è stato presentato ufficialmente giusto un paio di giorni fa, ma che sta già facendo ridere tutti? Quello che pur essendo stato prodotto da un’agenzia italiana ha un doppio senso grande come una casa dentro? Quello che per fortuna non finirà pure sulle automobili, che si terranno i loghi originali Fiat e Chrysler, perché in caso contrario ci sarebbe stato uno stuolo di teppisti pronti ad aggiungere una “I” rigando le vetture?

C’è da dire che questo mese è andata un po’ così: oltre a quello della FCA, ci sono almeno altri due esempi di loghi presentati al pubblico nelle ultime settimane che hanno scatenato discussioni e polemiche perché, pur dovendo essere in teoria di alto profilo, mancano di originalità o sensatezza. Ma andiamo con ordine.

(Premessa: non sono un grafico di professione, quindi quanto scritto di seguito non sono le opinioni di un esperto del settore, ma di un copywriter che tiene gli occhi aperti anche su altri aspetti del mondo della comunicazione.)

1- Tira più un pelo di Chrysler…

Logo FCACome si diceva, ecco il nuovo logo del gruppo Fiat Chrysler, progettato da Robilant & Associati Spa.

Graficamente non è poi così malvagio, pur non brillando per originalità: facile da declinare, gioca con le forme associando ogni lettera dell’acronimo a una figura geometrica regolare: il quadrato per la F, il cerchio per la C e il triangolo per la A. Ognuna di queste figure, secondo chi ne ha motivato la scelta, è associata a una caratteristica della progettazione automobilistica. Evabe’.

Il problema grosso evidentemente sta a monte, nella decisione di utilizzare l’acronimo FCA, che tanto si presta a battute e rielaborazioni a sfondo sessuale (per scoprire tutte le reazioni del caso, potete leggere questo articolo su Giornalettismo).

Secondo una nota del Lingotto: “L’uso di un acronimo aiuta a stemperare i legami col passato, senza reciderne le radici e al tempo stesso contribuisce a definire l’approccio globale del gruppo. Facile da comprendere, pronunciare e ricordare, è un nome adatto all’internazionalità del mercato contemporaneo”

Ok, facile da ricordare, lo è di sicuro. Facile da comprendere, dai, pure. Sul terzo elemento però sono un po’ indeciso e mi rimetto al vostro giudizio: voi, FCA, come lo pronuncereste?

2- Il Padiglione Italia all’Expo 2015

Logo Padiglione Italia Expo 2015

«Un simbolo di appartenenza, di orgoglio italico e di aggregazione su valori comuni che puntano alla costruzione di un futuro capace di rispondere alle sfide più impegnative». Così viene descritto il logo del Padiglione Italia sul sito ufficiale dell’Expo 2015, la grande manifestazione internazionale che si svolgerà a Milano tra Maggio e Ottobre dell’anno prossimo.

Ok, capisco il concept e lo condivido, capisco quello che ha cercato di fare l’agenzia che ha progettato il logo, Carmi e Ubertis e capisco la difficoltà di rendere il tanto sbandierato tema del “vivaio” in una unica soluzione grafica. Ma capisco anche che il risultato finale è banalotto, poco equilibrato e ha un range colori strano (con la striscia verdolina e quella arancione che alla fine attirano l’attenzione più dell’insieme).

Oltretutto, a me questo logo fa pensare a una serie di bersagli/tirassegno. Che in effetti come immagine, a ben pensarci, rappresenta l’Italia anche meglio del vivaio…

3 – Firenze Capitale

logo_firenze_capitale

Questo logo, opera dell’agenzia Catoni Associati, prodotto per le celebrazioni del centenario dell’inizio del periodo in cui Firenze era capitale d’Italia, si commenta da solo: in pratica è poco più di una word-art, con zero riferimenti grafici alla citta di Firenze e una prevalenza del testo forse eccessiva (mi chiedo quanto sia leggibile stampato in piccolo, considerato che per un terzo è grigio chiaro).

La cosa divertente è che questo logo è un sosituto. Quello scelto originariamente, presentato il 2 dicembre scorso, era infatti stato ritirato nel giro di un paio di giorni, quando si era reso evidente che non si trattava di un’elaborazione grafica originale ma aveva come base una grafica già esistente e già precedentemente utilizzata, per esempio, nel logo del 50enario delle frecce tricolore. D’altronde si sa che, lasciando la via vecchia per la nuova

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