L’FMI pronto a prendere il 10% dei nostri risparmi? Anche volendo, non potrebbe.

Conto Corrente - soldi

Di solito, quando sul blog di Beppe Grillo appare una notizia accadono fondamentalmente due cose: 1) tutti iniziano a condividerla e si idignano perché ci credono. 2) La notizia nel 90% dei casi si rivela una bufala totale o parziale. È il caso dell’articolo pubblicato il 16 ottobre scorso che rimpallava in realtà un pezzo di ArticoloTre secondo il quale, per far fronte alla crisi economica, il Fondo Monetario Internazionale sarebbe pronto a prelevare il 10% dai conto correnti bancari privati nei 15 paesi dell’Eurozona (che in realtà sono 17, ma vabe’).

A voler essere buoni, anche senza andare a verificare le fonti, la notizia deve essere quantomeno imprecisa: il FMI infatti non ha assolutamente il potere di prelevare soldi dai conti correnti privati degli italiani. Anzi, senza il recepimento da parte del Paese interessato nessun organismo internazionale ha un tale potere!

E allora da dove viene questa storia del 10%? La notizia, riportata originariamente dal quotidiano belga L’Echo, si riferisce in realtà a un trafiletto pubblicato sull’ultima edizione del Fiscal Monitor, un documento che il Fondo monetario internazionale rilascia due volte l’anno sull’aggiornamento dello stato delle finanze pubbliche a livello globale. Ecco il box incriminato, il cui contenuto è tra l’altro bene analizzato in un articolo de Il Sole 24 ore:

Box Fiscal Monitor prelievo forzoso

Leggendo il testo, è evidente che il prelievo forzoso viene sì proposto (e non imposto), ma principalmente come argomento di discussione, cercando di soppesarne i possibili vantaggi e riepilogando anche precedenti storici. La stessa cifra del 10% salta fuori perché è considerata la percentuale grazie alla quale sarebbe possibile riportare il debito pubblico a livello pre-crisi prendendo come campione 15 paesi dell’Eurozona.

Oltretutto, nonostante i toni del box diano a intendere una valutazione positiva di un eventuale manovra di questo tipo (e da qui probablmente è nato il fraintendimento), il 17 ottobre l’FMI ha diffuso una nota che precisa:

«Smentiamo categoricamente qualsiasi notizia che suggerisce che il Fondo Monetario abbia avanzato tali proposte. Un breve box nel Fiscal Monitor pubblicato la settimana scorsa riporta e descrive discussioni ed esperienze su ipotesi di un prelievo dei capitali una tantum, e ne indica anche i considerevoli rischi. Il box non raccomanda né suggerisce alcun prelievo né alcuna tassa patrimoniale.»

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