“È italiana, non le do il midollo”, ovvero la verifica delle fonti secondo il Tg5 2

MediasetQualcuno di voi avrà incrociato, su Internet o sul web, la triste storia della piccola Giada, la bambina di 11 anni recentemente morta di leucemia in provincia di Vicenza. La notizia in effetti ha fatto un po’ il giro del web, soprattutto per un dettaglio raccapricciante: a quanto pare, la bambina avrebbe trovato negli Stati Uniti un donatore compatibile, che però si sarebbe rifiutato di aiutarla una volta scoperto che non era americana. Un dettaglio che ci indigna e ci fa arrabbiare. Un dettaglio completamente falso.

Non è mai esistito alcun donatore americano, per la piccola Giada. Due erano i donatori compatibili, entrambi europei, ma le condizioni di salute della bambina hanno reso impossibile il trapianto. Lo dichiara, per esempio, Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti. E, nel caso non volessimo fidarci del parere esperto, lo conferma il padre della piccola, Dino Lunardon, sul suo profilo Facebook personale, in un post da cui oltretutto traspare un certo fastidio per il modo in cui i media hanno trattato la vicenda (eh beh!):

[…] Non è vero che un americano si è rifiutato di donare il midollo. Mai si è cercato in America perché avevamo già due donazioni, una dalla Spagna e una dalla Germania, ma il donatore tedesco, un uomo di 39 anni, era più compatibile avendo 11 punti in comune su 12, e quando Giada si è aggravata e non poté ricevere il midollo osseo questo signore era molto dispiaciuto e ci rinnovava la disponibilità appena Giada avesse potuto riceverlo rendendosi disponibile in qualsiasi momento e addirittura venendo in Italia per agevolare la donazione.[…]

Ma finché una bufala simile si limita a girare su Internet, gli si dà il peso che merita. Quando invece una giornalista professionista, Ilaria Dalle Palle, si reca dai genitori della piccola Giada, li intervista a tu per tu e gira un servizio per il Tg5 ci si aspetta quantomeno una verifica dei fatti più attenta. E invece il risultato è questo:

Cara Ilaria Dalle Palle, grazie. Grazie per questo servizio orribile, impreciso e di cattivo gusto. Grazie per averci infilato una riflessione finale strappalacrime che, tirando le conclusioni, non c’entrava un cazzo. Grazie per averci fatto sapere che a Giada piacevano gli animaletti ed era una bambina forte.

E grazie, soprattutto, per avere un cognome così squisitamente equivoco e adatto a chi, più o meno consapevolmente, diffonde bufale.

PS. A scanso di equivoci: servizi di questo spessore sono stati trasmessi anche da altri Tg (per esempio da Studio Aperto, ma in genere ci sono cascati diversi giornalisti). Me la sono presa soprattutto con questo del Tg5 perché avere a dieci centimetri una fonte di primo livello (i genitori di Giada) e non provare nemmeno a chiedere conferma di un aspetto su cui intendi impostare tutto il pezzo è anti-giornalismo.

PPS. Un ringraziamento alla pagina Facebook Bufale un tanto al chilo, grazie alla quale sono venuto a conoscenza di questa vicenda.

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2 thoughts on ““È italiana, non le do il midollo”, ovvero la verifica delle fonti secondo il Tg5

  1. Reply Morrigan Ago 12,2013 15:16

    Mi sorge spontanea una domanda: cosa pensavano di ottenere dalla fabbricazione di un dettaglio falso di quel tipo? Un semplice scandalo? O volevano screditare l’immagine degli Stati Uniti presentandoli come razzisti?

  2. Reply Alessandro Diele Ago 12,2013 15:33

    È una bella domanda… Di certo spingendo l’acceleratore sull’anti-italianità del donatore la vicenda è risultata più notiziabile, ha guadagnato una dimensione drammatica e un “cattivo” da stigmatizzare. Ma ciò non spiega perché dovesse trattarsi proprio di un americano.

    Bisognerebbe cercare di risalire a chi per primo ha diffuso la bufala, probabilmente scoprirne l’identità chiarirebbe qualche dubbio…

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