Elementary 1×01 – Sherlock Holmes non pervenuto

Negli ultimi dieci anni Sherlock Holmes è tornato di moda. Un po’ è merito di David Shore e del personaggio di Gregory House, omaggio dichiarato al detective di Baker Street e protagonista del fortunato medical drama House, M.D., recentemente concluso. Ma a risvegliare l’interesse del pubblico per il consulente investigativo più famoso del mondo sono stati soprattutto i due film diretti da Guy Ritchie, Sherlock Holmes (2009) e Sherlock Holmes: Gioco di Ombre (2011), interpretati da Robert Downey Jr. e Jude Law.

Benedict Cumberbatch e Martin Freeman

Ciononostante, il miglior prodotto legato al brand Sherlock Holmes degli ultimi anni è senza ombra di dubbio l’ottima serie tv Sherlock, targata (non a caso) BBC, che rilegge le avventure classiche firmate da Sir Arthur Conan Doyle ambientandole nella Londra contemporanea. È stata una scommessa coraggiosa, quella di allontanare Sherlock Holmes dalla sua classica ambientazione vittoriana, vinta grazie all’abilità degli autori Mark Gatiss e Steven Moffat e all’interpretazione eccezionale di Benedict Cumberbatch (Holmes) e, soprattutto, di Martin Freeman (Watson).

Sulla stessa idea di fondo di Sherlock (cosa succederebbe se il detective più famoso del mondo vivesse ai giorni nostri?) si basa il serial statunitense Elementary – prodotto da CBS e ambientato stavolta in America -, di cui è uscito l’episodio pilota appena un paio di giorni fa. In questa nuova rilettura del personaggio, Sherlock Holmes (Jonny Lee Miller) è un consulente investigativo inglese che si è trasferito negli Stati Uniti e collabora ora con la polizia di New York. Reduce da problemi di droga, sta affrontando un percorso post-riabilitazione nel quale è affiancato dalla dottoressa Joan Watson (Lucy Liu), che si ritroverà chiaramente invischiata nelle indagini condotte dal suo nuovo amico.

Sì, Watson è una donna.

A parte questo stravoglimento che farà storcere il naso ad alcuni fan (tipo me), il pilot sarebbe anche buono. Un po’ prevedibile nei suoi passaggi, banale nella costruzione dei rapporti tra i personaggi e molto “americano” nell’atmosfera. Nulla che faccia gridare al miracolo, certo, ma neanche una porcheria inguardabile. La prima puntata di un classico poliziesco investigativo americano, ben interpretato dall’ottimo Johnny Lee Miller ma senza guizzi di alcun tipo.

Però lascia veramente perplessi il fatto di aver utilizzato il nome di Sherlock Holmes per un prodotto simile, che dello spirito di Sherlock Holmes non sembra avere nulla ma ha invece buone potenzialità se pensato come opera “indipendente”. Immagino che nelle prossime puntate inizieranno a fare capolino vari personaggi classici del mito di Holmes (Mycroft, Moriarty, e la misteriosa donna di cui si parla già in questo puntata presumo che sia Irene Adler), ma se a livello di scrittura gli autori manterranno la rotta indicata dal pilot, ci sarà ben poco da fare.

Il confronto con il già citato Sherlock poi, va da sé, è veramente ingeneroso e fa percepire nettamente quanto un nuovo adattamento contemporaneo del personaggio fosse inutile e superfluo.

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