Brave – recensione

Ieri ho visto l’ultimo film Pixar, Brave – Ribelle. Sono tornato dal cinema perplesso, ho dato una letta veloce ad alcune recensioni sparse per la rete e ci ho dormito su. Stamattina ero ancora perplesso.Merida - Brave

Ma andiamo con ordine: Ribelle è la storia di Merida, principessa scozzese dai folti capelli rossi che desidera per sé una vita indipendente e fatta di avventure ma si scontra con un destino segnato dalle usanze e dalle tradizioni del suo popolo, che la vogliono sposa del primogenito del capo di uno dei clan del Paese. È soprattutto sua madre Elinor a volerla costringere a percorrere questa via, necessaria ai suoi occhi per mantenere la pace e la fratellanza. Merida cercherà di farle cambiare idea con un incantesimo, ma qualcosa andrà storto.

Partiamo dall’ovvio: trattandosi di un prodotto Pixar, il film è tecnicamente spettacolare. (Pochi) scenari estremamente curati e un’attenzione al dettaglio spaventosa rendono quasi tutte le scene del film una gioia per gli occhi e la regia sapiente di Brenda Chapman prima e di Mark Andrews poi non lascia spazio a cadute di ritmo.

La perplessità nasce altrove, a livello di scrittura. Tanto per cominciare, la trama è banale e in gran parte prevedibile dall’inizio alla fine, con giusto un paio di guizzi inaspettati. Tutto va esattamente come deve andare, ci troviamo di fronte a una classica fiaba per bambini in cui le protagoniste (Merida ed Elinor) arrivano a comprendere le rispettive posizioni passando attraverso varie peripezie. Il film vive tutto all’interno di questo tormentato rapporto madre-figlia, ma è un rapporto che evolve in maniera assurda: la trama prosegue perché TUTTI i personaggi si ritrovano a fare scelte incredibilmente stupide e all’improvviso cambiano opinione senza che ci venga dato un motivo che lo giustifichi credibilmente (soprattutto se consideriamo la pressoché totale inamovibilità iniziale delle loro posizioni). Una sensazione di questo tipo è causata presumibilmente dal fatto che la seconda parte del film, quella in cui il rapporto tra Merida ed Elinor evolve e si modifica, è decisamente troppo veloce rispetto a una prima parte più lenta e ben costruita.

Merida ed Elinor - BraveDetto questo, il film è comunque carino, molto divertente e consigliatissimo per i più piccoli, che si troveranno di fronte un buon prodotto con dei bei personaggi femminili e una buona quantità di gag. E anzi, se si trattasse di un film prodotto direttamente dai Disney Studios la mia opinione complessiva sarebbe probabilmente più positiva. È che dalla Pixar, giustamente, ti aspetti di più. Ma è chiaro che se confrontato con i grandi capolavori prodotti dagli studi di Emeryville (Ratatouille, WALL-E o Up, giusto per fare qualche nome), con la loro forza di rottura, con la loro poesia e imprevedibilità, Brave è veramente un’opera malriuscita.

Resta il merito di aver creato una fiaba fortemente femminista, al punto da rendere superflua la presenza del classico principe azzurro o di una sua variante qualsiasi – e d’altra parte tutti i personaggi maschili sono poco più che macchiette. Ma se cercate un film d’animazione con un’eroina indipendente e di spessore vi conviene rivolgervi ai molto più riusciti Pocahontas o Mulan (per restare in ambito Disney) o meglio ancora a un qualunque film di Hayao Miyazaki, che viene da più parti attestato come una delle fonti di ispirazione di Brave.

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